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Gelosia del partner: quando il bisogno di sicurezza diventa controllo

"La gelosia è un'ombra che segue l'amore: più forte è la luce del sentimento, più scura diventa."
Una persona osserva il partner mentre guarda il telefono, in una situazione quotidiana che può suscitare dubbi e gelosia.
La gelosia può comparire anche nelle relazioni più solide. Quando una persona per noi è importante, la possibilità di perderla, di non essere più scelta o di vedere minacciato il proprio posto nella relazione può suscitare paura, rabbia e insicurezza.
Provare gelosia, quindi, non significa necessariamente avere un problema.
La difficoltà nasce quando
il dubbio non riesce più a rimanere un dubbio e nasce il bisogno di ottenere continuamente la certezza che non ci sia nulla da temere.
Il partner può allora fare domande sempre più frequenti, cercare rassicurazioni, controllare il telefono o i social, interrogarsi sul significato di un messaggio, osservare un'espressione o un cambiamento di comportamento, chiedere dove siamo stati e con chi.
Chi vive accanto a una persona molto gelosa può così ritrovarsi progressivamente a dover spiegare, rassicurare e dimostrare la propria affidabilità.
Eppure, paradossalmente,
più si cerca di eliminare ogni dubbio, più possono comparire nuovi dubbi da eliminare.

Che cosa si teme veramente quando si è gelosi?


La gelosia viene spesso spiegata semplicemente come mancanza di autostima o insicurezza.
Può essere così, ma non sempre questa spiegazione è sufficiente.
Dietro la gelosia possono esserci paure molto diverse.
Per qualcuno il timore principale è essere abbandonato. Per un'altra persona può essere "essere tradita, ingannata o presa in giro". Qualcuno può temere di essere preferito a un'altra persona e vivere questo come la conferma di non essere abbastanza importante o desiderabile.
Per altri ancora, ciò che appare intollerabile può essere soprattutto
non sapere.
Non conoscere con certezza ciò che il partner pensa, prova o fa quando non è con noi significa trovarsi davanti a qualcosa che non possiamo controllare completamente.
Per comprendere una gelosia intensa diventa allora importante andare oltre la domanda “Perché sono così geloso?” e chiedersi:
“
Che cosa significherebbe per me se ciò che temo fosse vero?”
È spesso da questa domanda che emerge ciò che rende una determinata possibilità così minacciosa.

Quando il dubbio chiede una certezza


Immaginiamo che il partner riceva un messaggio e sorrida.
Quel gesto, di per sé, può avere moltissime spiegazioni. Ma quando esiste già il timore di essere traditi o messi da parte, può acquistare immediatamente un significato:
“Chi gli ha scritto?”
La domanda può essere seguita da un'altra:
“Perché ha sorriso?”
Poi da un'altra ancora:
“Perché ha messo via il telefono quando mi sono avvicinato?”
A quel punto può nascere il bisogno di chiedere spiegazioni.
La risposta rassicura: era semplicemente un amico.
Per qualche tempo la tensione diminuisce.
Ma la rassicurazione non elimina necessariamente il meccanismo che ha prodotto il dubbio. Può anzi insegnare qualcosa di diverso:
“
Quando ho un dubbio, per stare tranquillo devo controllare.”
La volta successiva sarà quindi ancora più naturale cercare una nuova conferma.
Può così instaurarsi un circolo vizioso:
dubbio → interpretazione minacciosa → gelosia → controllo o richiesta di rassicurazione → sollievo momentaneo → nuova attenzione ai possibili segnali → nuovo dubbio.
Il problema non è più soltanto ciò che il partner potrebbe fare. Diventa anche
l'impossibilità di tollerare di non poterlo sapere con assoluta certezza.

Più controllo, più cose da controllare


Il controllo promette qualcosa di molto attraente: la sicurezza.
Se posso sapere dove sei, con chi sei, chi ti scrive e che cosa fai, forse riuscirò a tranquillizzarmi.
Ma una relazione offre possibilità praticamente infinite di dubbio.
Se il partner risponde immediatamente a un messaggio, ci si può chiedere se stia dicendo la verità. Se lascia vedere il telefono, si può pensare che abbia cancellato qualcosa. Se racconta spontaneamente dove è stato, si può dubitare che stia cercando di apparire trasparente proprio perché nasconde qualcosa.
Quando l'obiettivo diventa raggiungere la certezza assoluta, nessuna prova è necessariamente sufficiente.
Ogni rassicurazione può tranquillizzare per un po', ma può essere seguita dalla necessità di una rassicurazione ulteriore.
Il controllo, nato per spegnere il dubbio, finisce così per mantenerlo continuamente al centro dell'attenzione.

Che cosa accade al partner di una persona gelosa?


Anche il comportamento dell'altro entra progressivamente in questo processo.
All'inizio può sembrare naturale rassicurare.
“Non c'è niente di cui preoccuparsi.”
Si può spiegare con chi si è usciti, mostrare un messaggio o rispondere a qualche domanda in più.
Se questo permette alla persona amata di tranquillizzarsi, perché non farlo?
Con il tempo, però, le rassicurazioni possono aumentare. Si comincia a spiegare in anticipo dove si andrà, a evitare comportamenti che potrebbero suscitare dubbi, a rinunciare a un'uscita o a un'amicizia per non creare discussioni.
A poco a poco
la vita della coppia può iniziare a organizzarsi intorno alla gelosia.
Ed è qui che può comparire un altro processo circolare:
gelosia → richiesta di rassicurazione → rassicurazione del partner → sollievo → bisogno di una nuova rassicurazione al dubbio successivo.
Entrambe le persone possono così contribuire, senza volerlo, a mantenere una situazione che fa soffrire entrambe.

Quando rassicurare non rassicura più


Per il partner può essere difficile capire come comportarsi.
Se non risponde alle domande, può sentirsi accusato di avere qualcosa da nascondere. Se risponde continuamente, può avere la sensazione che ogni risposta generi soltanto una nuova domanda.
Può quindi iniziare a modificare il proprio comportamento semplicemente per evitare discussioni.
“Non glielo dico, altrimenti si arrabbia.”
Anche quando non c'è nulla da nascondere, questa strategia può apparire la più semplice.
Ma se la persona gelosa scopre un'omissione, può interpretarla come una conferma:
“Vedi? Avevo ragione a non fidarmi.”
Si crea così una situazione particolarmente difficile:
il tentativo di evitare la gelosia può produrre comportamenti che vengono poi interpretati come una ragione per essere ancora più gelosi.
Non è quindi sempre possibile comprendere ciò che accade cercando semplicemente chi abbia ragione e chi abbia torto. È importante osservare l'interazione che progressivamente si è costruita tra le due persone.

Gelosia e fiducia non sono opposti così semplici


Si potrebbe pensare che la soluzione alla gelosia sia imparare a fidarsi.
Ma fidarsi non significa sapere con certezza che l'altro non ci deluderà mai.
Quella certezza, in una relazione, non può esistere.
L'altro rimane una persona separata da noi, con pensieri, desideri, scelte e possibilità che non possiamo conoscere o controllare completamente.
La fiducia comincia proprio dove finisce la possibilità della certezza.
Se avessimo la garanzia assoluta che una persona non potrà mai tradirci, lasciarci o cambiare ciò che prova per noi, non avremmo bisogno di fidarci.
Il problema della gelosia può quindi riguardare anche il difficile confronto con una caratteristica inevitabile delle relazioni:
amare qualcuno significa attribuirgli importanza senza poter controllare completamente ciò che accadrà.

Quando per non perdere l'altro si rischia di allontanarlo


La gelosia può creare un altro paradosso.
Chi controlla il partner generalmente non lo fa con l'intenzione di distruggere la relazione. Al contrario, cerca di preservare qualcosa che considera estremamente importante.
Ma interrogatori, accuse, richieste di spiegazioni e limitazioni possono far sentire l'altra persona progressivamente meno libera e meno riconosciuta.
Il partner può cominciare a prendere distanza.
E quella distanza può essere interpretata dalla persona gelosa proprio come il segnale che temeva:
“Si sta allontanando da me.”
Può allora aumentare il controllo, provocando ulteriore distanza.
Nel tentativo di impedire che una relazione venga perduta, si può finire per costruire proprio le condizioni che la rendono sempre più difficile da vivere.

Quando la gelosia diventa controllo


È importante, però, non descrivere ogni comportamento come una semplice difficoltà di coppia.
Controllare sistematicamente il telefono del partner, impedirgli di vedere determinate persone, pretendere di conoscere continuamente dove si trova, limitarne gli spostamenti, intimidirlo, minacciarlo o isolarlo non sono semplicemente manifestazioni di un sentimento di gelosia.
Quando compaiono comportamenti coercitivi, aggressioni o paura,
il problema non può essere ridotto a una comunicazione poco efficace né trattato come una responsabilità simmetrica della coppia.
Comprendere la sofferenza o la paura che possono accompagnare la gelosia non significa giustificare comportamenti di controllo o violenza.
In queste situazioni la priorità è la sicurezza della persona che li subisce e può essere importante rivolgersi a persone e servizi in grado di offrire sostegno.

Uscire dalla trappola della gelosia


Affrontare una gelosia eccessiva non significa riuscire finalmente a dimostrare che non esiste alcun pericolo.
Significa piuttosto comprendere
che cosa rende il dubbio così difficile da sostenere e che cosa viene fatto ogni volta che compare.
Può essere necessario osservare il bisogno di controllare, le richieste di rassicurazione, la ricerca di prove, le interpretazioni dei comportamenti del partner e il modo in cui l'altra persona finisce per rispondere a tutto questo.
Ma comprendere il meccanismo è soltanto una parte del lavoro.
Il cambiamento richiede anche di poter fare un'esperienza diversa: sentire comparire un dubbio senza doverlo immediatamente risolvere, attraversare l'incertezza senza trasformarla in un'indagine, scoprire che la vicinanza può continuare a esistere anche quando non possiamo sapere tutto dell'altro.
Non si tratta di diventare indifferenti alla possibilità di perdere qualcuno, ma di non avere più bisogno di controllarlo per riuscire a sentirsi al sicuro nella relazione.
Perché una relazione non può offrire la certezza che nulla cambierà mai.
Può però diventare un luogo nel quale
la vicinanza non abbia bisogno del controllo per poter esistere.
"Fidarsi non significa avere la certezza che l'altro non ci deluderà mai. Significa poter stare in una relazione sapendo che non possiamo conoscere e controllare tutto. Perché è proprio dove finisce la possibilità della certezza che può cominciare la fiducia".
Dr. Roberto Gava
Psicologo psicoterapeuta
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